mercoledì 22 giugno 2011

I might be Crazy.

Ogni volta che visito i miei blog preferiti mi ripropongo di scrivere qualcosa. Ma in effetti lascio sempre che la pigrizia abbia la meglio.
Sono stanca. Ma sto meglio. Nel senso sbagliato.
Dovrei stare meglio perché ho smesso di vomitare (autoconvincimento derivato dal fatto che l'ultima corsa in bagno è avvenuta due settimane fa), meglio perché mangio regolarmente.
E invece non mangio. E sto meglio.
Ma la cosa più triste e sbagliata è che sto meglio perché sono lontana da casa. Sono via da una settimana e mezza e mi sento felice. Non mi manca la mia famiglia e parlare per pochi minuti al telefono con loro mi sembra un supplizio eterno. In un certo senso mi sento sollevata.
Ho perso tutti quei chili che mi avevano fatto riprendere i miei il mese scorso. 
E stavolta temo che non mi fermerò. Sono stanca di fermarmi e non arrivare mai in fondo.
Ti fermi un attimo e la felicità scivola via, sempre più lontana.

sabato 9 aprile 2011

Start over

Meglio direi. 
Sono riuscita a ridurre le corse al bagno. Almeno a due alla settimana. 
Non riesco a esprimere tutto il sollievo che provo. 
Salto i pasti solo due o tre volte a settimana, per il resto mangio verdura o pesce. Di più non riesco a fare: già così i miei nervi sono messi a dura prova.
A partire da oggi mancano due mesi alla mia partenza per l'Inghilterra seguita subito dopo da quella per la Sardegna. 
Oggi guardandomi allo specchio stavo male: sono flaccida e grossa come una balena.
Quindi ho deciso che da oggi in poi seguirò anche un programma di fitness in palestra.
Non posso presentarmi in costume con questo corpo, sarei l'unica balena tra le ragazze della compagnia.
I 55 kg sono lì che mi aspettano. Non devo perderli di vista nemmeno un secondo. Devo dimagrire.

sabato 26 marzo 2011

Incongruenze

Le persone sono cieche talvolta, e restano cieche nella loro convinzione anche quando la verità viene sbattuta loro con violenza davanti agli occhi.
I miei a quanto pare riconducono le colpe del mio essere "problematica" alle mie cattive compagnie. Peccato che non risulti loro chiaro che le uniche volte in cui mi sento da schifo, depressa e irascibile sono i momenti solitamente passati tra le mura domestiche. 
Quando sto con la mia amica non sento alcun bisogno di vomitare. O pensare a cosa sto ingurgitando. 
Riesco a sentirmi quasi normale. Ma anche lei ha problemi di questo genere, forse per questo siamo così affini. 
Ognuna di noi due rispetta lo spazio dell'altra, ma interiormente capisce la sofferenza altrui così simile alla propria che ci lega. 
I miei genitori tentano di invadere rumorosamente e pretenziosamente la mia intimità, i miei pensieri, il mio spazio: ma il loro è il desiderio di avere il controllo, di fare in modo e assicurarsi che ciascuno senta ciò che è previsto che senta. Perché nella mia famiglia non ci si può sentire diversi, o arrabbiati o in disaccordo. No, questo rovina l'idea che si sono fatti e che perciò corrisponde al giusto. Non c'è il diverso, ma solo lo sbagliato.
Io non ho mai detto quello che penso, non amo parlare di me stessa, men che meno con loro. Soprattutto con loro.
E molto spesso mi odio. Perché non riesco ad arrivare a quegli ideali che si prefiggono per me, non sono all'altezza della loro aspettativa, non riesco a sopportare il peso della pressione che ne deriva.
I miei nervi non si sono temprati con il tempo: sono il risultato di 17 anni di delusione. 
Fragile, isterica, soggetta facilmente a crisi d'ansia.

giovedì 24 marzo 2011

Follies..

Periodo di sfollo. 
Non lo so. Forse perché la primavera è nell'aria o per altre stupidaggini simili.
In realtà se devo essere sincera è molto piacevole. Tutte le mattine dal mio banco posso vedere il pesco dei giardini accanto alla mia scuola fiorire lentamente e stagliarsi contro il cielo, superbo. 
La primavera mi confonde. Non so se sentirmi felice perché la natura attorno a me rinasce o malinconica perché io non posso fare altrettanto, anzi, io sto andando in letargo.
In questi giorni non mi riconosco quasi: la ragazza isterica che vomitava dopo ogni pasto e studiava come una disperata, nutrita dalla caffeina è quasi scomparsa. Sono apatica. 
Non mi alzo più alle due del mattino per ripassare. E nemmeno ne ho voglia. I miei voti stanno subendo un rapido declino, ma il mio lato perfezionista non ha ancora protestato per questo cambiamento.
Mangio. Mangio tantissimo. E non me ne capacito. Solo che non ne posso fare a meno: ho degli attacchi di fame improvvisi e fortissimi (l'altra mattina ho mangiato da sola 4 filoni di pan dolce all'uvetta, e purtroppo li ho tenuti nello stomaco), ma non riesco a vomitare. Mi fa male lo stomaco. 
Credo di essere pazza. O forse la mia è solo un'altra scusa. 

martedì 22 marzo 2011

Good may come from evil: I'm still waiting.

Da quanto non scrivi? troppo.
Sei felice di ricominciare? Ne ho bisogno.
Vomito? ancora.
Spesso? Non quanto prima.
Genitori? Silenzio codardo.
Perso peso? Sì, non so nemmeno io come.
Adesso come stai? Vorrei scomparire.
Un mese e nulla è cambiato. Pensavo che l'incidente del mese scorso avrebbe segnato una svolta nella ia vita. Ho passato notti insonni a cercare di capire come affrontarli. Ma lo scontro non è avvenuto. 
Penso che siano convinti che smetterò da sola di farmi del male. Oppure hanno già rinunciato: ricordo che mio padre quando ero piccola dopo tre o quattro rimproveri mi lasciava abbuffare in pace, perdendo ogni speranza di fronte alla mia testardaggine. 
E in fondo sono sempre io, quella piccola bambina che si abbuffava e cercava nel pezzo di pane qualcosa che nemmeno lei sapeva cosa fosse, ma di cui aveva un bisogno disperato. La piccola bambina adesso usa altri metodi però. 
Sempre io, con troppi chili di troppo,qualche delusione in più da sopportare e l'ossessione per la magrezza.

domenica 20 febbraio 2011

La quiete prima della tempesta

E' successo quello che speravo non dovesse mai accadere. Mia madre l'altra sera è entrata in bagno e mi ha colta esattamente nel momento in cui stavo rimettendo la cena.
E' stato orribile. Peggio delle scenate isteriche, avrei preferito mille volte che mi sgridasse, mi picchiasse o se la prendesse con me. Invece ha semplicemente sbarrato gli occhi, si è messa la testa fra le mani e ha iniziato a piangere. Mia madre piangeva. E mi chiedeva dove aveva sbagliato.
E io ero una sorta di automa. Non riuscivo a sentire niente. Il vuoto totale.
L'ho abbracciata, ma è stato un abbraccio meccanico. Quanto i miei tentativi di consolarla.
Le ho promesso che non lo rifarò mai più. E sono una bugiarda.  Sono due giorni che non vomito e già mi sento uno schifo. Sto letteralmente andando fuori di testa.
Ho una gran paura, perché adesso mi sento controllata: ha cominciato farneticando di ricovero, ma nessuna delle due ha più affrontato l'argomento da venerdì. Facciamo finta di niente, come se nulla fosse accaduto.
Ma io, se da una parte mi sento sollevata per questo (non amo il confronto con i miei), dall'altra ho una paura folle.  Non voglio essere rinchiusa da qualche parte, non voglio ritornare dalla psicologa, la odiavo.
Ho paura, ma non so con chi parlare, a chi chiedere aiuto. Le uniche persone che lo sanno ora sono due mie amiche entrambe con disordini alimentari e una delle mie insegnanti che mi ha praticamente tirato fuori la verità a forza.
Non so cosa fare. Non me la sento di affrontare i miei, ma d'altra parte vivere nell'incertezza mi sta uccidendo i nervi.

martedì 15 febbraio 2011

Under pressure

Questo weekend sono stata bravissima, solamente sabato sera. Purtroppo ieri non è andata altrettanto bene, dato che ho saltato il pranzo e ho vomitato la minestra che avevo mangiato a cena, ma oggi nemmeno una volta! Ho tenuto tutto nello stomaco. 
Non lo avrei mai creduto, ma il trattenermi dal farlo mi costa un certo sforzo. Oggi più che mai. E il pensiero è come un chiodo fisso. Per questo sono particolarmente stanca e in ansia per il peso che sento allo stomaco.
Ma devo resistere. Io non voglio concludere il resto dei miei giorni sulla tazza del water con due dita in gola. Resisterò finché posso.
Sono solo un po' più triste del solito, forse perché in casa mia le comunicazioni sono scese ai livelli minimi mai toccati e tra poco devo sostenere degli esami. Il vomito era una sorta di valvola di sfogo.
Sono troppo sotto pressione. 
Sarebbe bello chiudere semplicemente gli occhi e staccarsi da tutto. Dormire e forse sognare per una volta e far finta che tutto vada per il meglio..

P.S. Dony, la musica di Enya che hai messo come sottofondo è meravigliosa: leggere le tue parole con quella colonna sonora mi ha fatto davvero sentire invincibile nei miei propositi :)!